RAPPORTI SESSUALI TRA MARITO E MOGLIE: IL MARITO PUÒ PRETENDERE DI AVERE RAPPORTI SESSUALI CON LA MOGLIE?

01 Agosto 2022

Nessun coniuge può pretendere il rapporto sessuale; tantomeno la legge precisa la frequenza (giornaliera, settimanale, mensile) che tali rapporti dovrebbero avere.

La COSTRIZIONE ad avere rapporti non è MAI AMMESSA, nemmeno quando avviene all’interno di una coppia sposata. Ogni coartazione, fisica o psicologica, lede la libertà di autodeterminazione di chi la subisce e così travalica, illecitamente, la sua mancanza di consenso ad avere un rapporto sessuale.

Il CONSENSO al rapporto sessuale deve essere SEMPRE LIBERAMENTE espresso, NON frutto di SOGGEZIONE o di PAURA per le reazioni violente o irascibili che il suo rifiuto potrebbe avere e ciò anche quando è il coniuge o il convivente a pretendere il rapporto sessuale.

Se il rapporto sessuale NON è CONSENZIENTE si configura il reato di VIOLENZA SESSUALE anche tra persone sposate o conviventi ed anzi assume una valenza ancor più rigorosa.

La violenza non richiede necessariamente una costrizione fisica fatta con la forza ma può essere anche una COSTRIZIONE PSICOLOGICA; ad esempio basta la PAURA, indotta nella moglie con minacce o altre forme di intimidazione, SULLE CONSEGUENZE del RIFIUTO a configurare la violenza sessuale.

La Suprema Corte di cassazione ha specificato che «non occorre che la violenza sia di forma o veemenza particolare o, men che meno, brutale ed aggressiva», basta «la volontà di compiere un ATTO INVASIVO e LESIVO della libertà sessuale della moglie». In quel caso l’uomo aveva «STRETTO il VISO della moglie, BLOCCANDOLA per IMPORLE il BACIO sulla bocca e, contemporaneamente, e, nonostante la resistenza oppostagli dalla donna, le ha IMPEDITO DI SFUGGIRE alla sua presa».

Nel triennio 2017-2019, secondo i dati le donne che hanno avuto almeno un accesso in Pronto Soccorso con diagnosi di violenza sono state 16.145.

Una donna che ha subito violenza torna in media 5/6 volte in Pronto Soccorso nell’arco del triennio.

Il 57% degli accessi è di donne tra 18 e 44 anni, il 24,4% hanno tra 45 e 64 anni, le minorenni costituiscono il 14,3% del totale e le donne con più di 64 anni sono il 4,3%.

La segnalazione per le violenze di genere fa scattare l'applicazione del CODICE ROSSO che assicura urgenza di indagini e tutele alla vittima

Le vittime di violenza di genere hanno diritto ad accedere al PATROCINIO A SPESE DELLO STATO senza limiti di reddito

1522 numero telefonico antiviolenza e antistalking (anche attraverso chat)

https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?id=4498&area=Salute%20donna&menu=societa