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Sei minorenne e sei anche incinta: puoi non dirlo ai genitori? Decidi tu o loro se abortire?

Una minorenne scopre pochi giorni fa di essere incinta; non sa se dirlo ai genitori, non sa a chi rivolgersi, cosa fare; non sa se può andare da sola dal medico o in ospedale, se può decidere da sola di abortire senza dirlo ai genitori, se può assumere la pillola antiabortiva in autonomia; è necessario informarsi su come opera l’interruzione di gravidanza per le ragazze minorenni.
Molte ragazze si trovano nella difficoltà di gestire una gravidanza indesiderata e si trovano nella paura e nella difficoltà di dirlo ai genitori da quali si aspettano una reazione di rabbia e svariate punizioni.
Innanzitutto va detto che l’aborto è un diritto della donna secondo la previsione espressa della Legge 194/1978.
Tale diritto tuttavia va coniugato con le altre leggi esistenti in Italia sia sulla minore età che sulla responsabilità genitoriale.
Il minorenne in generale può validamente compiere atti solo con il consenso di uno o di entrambi i genitori; per legge dunque una minorenne che voglia praticare l’aborto deve avere il consenso espresso di entrambi i genitori.
La ragazza, quindi, non può decidere da sola ma dovrà essere affiancata da chi esercita la responsabilità genitoriale su di lei (i genitori oppure se mancano sarà il tutore nominato dal Tribunale).
Questa regola, però, subisce tre importanti eccezioni in cui la minore può decidere da sola senza i genitori:
  1.  quando ci sono «seri motivi» per non rendere nota la gravidanza ai genitori:
    se vi sono ragioni di temere che la ragazza possa essere vittima di reazioni incontrollate da parte dei genitori a causa di condotte educative rigorose, credenze religiose intransigenti o convinzioni di disapprovazione dei rapporti sessuali prematrimoniali.
    In tali casi il medico, o il consultorio, trasmettono al Giudice Tutelare una relazione corredata dal proprio parere entro 7 giorni dalla richiesta della minorenne e il Giudice sentirà la minore e potrà autorizzarla entro 5 giorni.
     
  2. quando vi è urgenza medica dell’intervento:
    Se dal quadro clinico emerge un grave pericolo per la salute della ragazza, il medico potrà direttamente autorizzare e praticare l’interruzione di gravidanza, indipendentemente dall’assenso dei genitori e senza necessità di chiedere l’autorizzazione al giudice tutelare.
    Il medico curante rilascia un certificato che attesta le condizioni di salute e i motivi di urgenza che consente alla minore di recarsi in una struttura autorizzata per praticare l’interruzione volontaria di gravidanza.
     
  3. quando i genitori o uno dei due genitori rifiutano il consenso:
    se anche solo uno dei genitori o il tutore rifiutano il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi (come nel caso in cui uno dei genitori sia d’accordo sulla scelta di abortire e l’altro no), il medico, o il consultorio, dovranno rivolgersi al Giudice Tutelare, che sentirà la minore e potrà autorizzarla ad interrompere la gravidanza.

Tra le minorenni, il tasso di abortività per il 2019 è risultato essere pari a 2,3 per 1.000 donne, valore inferiore a quello del 2018. Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso all’aborto tra le giovani in Italia, rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell’Europa Occidentale.

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