Genitori responsabili se non controllano i profili social dei figli
Il Tribunale di Brescia, con la sentenza n. 879 del 4 marzo, ha stabilito che i genitori devono controllare i profili social dei figli minorenni.
A nulla valgono la mera condivisione della password tra figli e genitori o l’ignoranza informatica dei genitori e nemmeno sostenere che abbiano diritto alla
loro privacy.
Il controllo e la vigilanza devono essere concreti e continuativi.
In caso in cui il minore crei un profilo falso su Instagram e lo utilizzi per tenere comportamenti illeciti comporta la responsabilità dei genitori. E questi ultimi possono essere condannati al risarcimento del danno alla vittima.
Nel caso esaminato dal Tribunale di Brescia una ragazza aveva creato dei falsi profili su Instagram con cui aveva preso di mira una compagna di classe, insultandola ripetutamente e diffondendo immagini a contenuto pornografico, alterate con software di fotoritocco.
Il Giudice ha condannato i genitori della cyberbulla per le attività illecite svolte al risarcimento di 15mila euro.
La sentenza citata non è l'unica in materia.
Il principio generale in base al quale i genitori sono responsabili delle conseguenze dannose del comportamento dei propri figli è l'art. 2048 del Codice civile italiano. Esso disciplina la "culpa in educando".
Anche l'utilizzo illecito dei social da parte di un minore crea un danno che va risarcito dai genitori in quanto a loro fa capo il dovere genitoriale di educare e vigilare sull’uso dei mezzi digitali.
Tra i casi già affrontati in diversi Tribunali italiani ricordiamo:
- Tribunale di Caltanissetta: episodio di stalking scolastico via WhatsApp, ritenendo il comportamento del minore sintomo di carenza educativa e richiedendo l’intervento dei servizi sociali (sentenza 8 ottobre 2019);
- Tribunale di Parma ha ricordato che l'educazione digitale rientra tra i doveri genitoriali. “Il dovere di vigilanza dei genitori deve tradursi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa dell’accesso” (sentenza 5 agosto 2020).
Addirittura la Corte di Cassazione è recentemente intervenuta affermando che pur riconoscendo il dovere dei genitori di sorveglianza e/o vigilanza nei confronti dei figli, ha più volte ribadito che tale “diritto/dovere di vigilanza sulle comunicazioni del minore, che giustifica l'intrusione nella sfera di riservatezza del fanciullo [debba essere] esercitato in maniera funzionale al perseguimento delle finalità per cui il potere è conferito” (Cass. penale 19 gennaio 2024 n. 7470).