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Infiltrazioni in condominio: quali le tutele

Infiltrazioni d’acqua e di umidità nelle pareti sono tra i problemi più comuni in condominio.
Le cause spesso sono molteplici: perdite dalle tubature comuni, difetti strutturali, guasti in appartamenti privati, mancanza di adeguata manutenzione etc..
Quando si vive in condominio è preliminarmente necessario accertare da dove esattamente provenga la perdita per capire se derivi da un appartamento privato o da parti comuni condominiali e dunque a chi rivolgersi. Inoltre è altrettanto importante accertare quali siano le cause dell’umidità stessa.
Generalmente le cause sono riconducibili a tre problematiche:
  • la mancanza di manutenzione o di pulizia in una terrazza o in un lastrico solare che comporta il deterioramento di alcune parti come coperture e guaine
  • la rottura di tubature, dell’impianto condominiale o del singolo appartamento privato
  • guasti in abitazioni private (ad esempio perdite dalla lavatrice o lavastoviglie).
Per individuare l’origine delle infiltrazioni è fondamentale un sopralluogo tecnico, di un idraulico specializzato che, fatti gli accertamenti del caso, saprà indicare la causa o le cause del problema e stimare i danni.
La norma in materia è l’articolo 2051 del Codice Civile, che recita: “Ciascuno e’ responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”
  • Se dunque trattasi di infiltrazioni derivanti da parti comuni condominiali (come il tetto o le tubature condominiali), le spese di riparazione e risarcimento sono a carico del condominio, che è responsabile dei danni provocati dalle parti comuni, e quindi di tutti i condòmini in proporzione ai millesimi di proprietà.
  • Se invece le infiltrazioni d’acqua derivano da danni o guasti attribuibili ad un’abitazione privata (ad esempio all’inquilino del piano superiore), il risarcimento del danno può ricadere sul proprietario dell’appartamento e/o a cascata sul conduttore (per uso scorretto o negligente di un bene quale ad esempio un elettrodomestico).
Spesso i condomini ovvero anche i soggetti provati stipulano apposite polizze assicurative per essere manlevati dalle compagnie in caso di danni provocati a terzi.
Importante tuttavia in questi casi è procedere con azioni urgenti e veloci.
Normalmente l’amministratore incarica subito un tecnico specializzato per verificare la causa dell’infiltrazione e quindi far eseguire i lavori di sistemazione.
Egli può intervenire in via di urgenza senza attendere l’autorizzazione dell’assemblea, come previsto dall’articolo 1135 del Codice Civile.
In un recentissimo caso affrontato dalla Corte d’Appello di Genova (sentenza n. 555 del 5.5.2025) si è ritenuto che le infiltrazioni che impediscono l’uso dell’immobile costituiscono un danno risarcibile; il risarcimento del danno può includere anche l’indennizzo per il mancato godimento dell’immobile, sulla base dei canoni medi di locazione.
Nel caso in cui il danno non sia identificabile è opportuno procedere a un accertamento tecnico preventivo, una procedura giudiziale di acquisizione in via preventiva della prova dell’origine del danno, che mira anche alla quantificazione del costo per le sistemazioni.